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 Fernando Minoia
1927 Mille Miglia

Giuseppe Campari
1928 Mille Miglia

Giuseppe Campari
1929 Mille Miglia

 

Tazio Nuvolari
1930 Mille Miglia

 
Rudolf Caracciola
1931 Mille Miglia

Baconin Borzacchini
1932 Mille Miglia

Tazio Nuvolari
1933 Mille Miglia

Achille Varzi
1934 Mille Miglia

Carlo Pintacuda
1935 Mille Miglia

Antonio Brivio
1936 Mille Miglia

Carlo Pintacuda
1937 Mille Miglia

Clemente Biondetti
1938 Mille Miglia

 
Huschke von Hanstein
1940 Mille Miglia

Clemente Biondetti
1947 Mille Miglia

 
Clemente Biondetti
1948 Mille Miglia

Clemente Biondetti
1949 Mille Miglia

Giannino Marzotto
1950 Mille Miglia

Luigi Villoresi
1951 Mille Miglia

Giovanni Bracco
1952 Mille Miglia

Giannino Marzotto
1953 Mille Miglia

 
Alberto Ascari
1954 Mille Miglia

Stirling Moss
1955 Mille Miglia

 
Eugenio Castellotti
1956 Mille Miglia

Piero Taruffi
1957 Mille Miglia




Enzo Ferrari in piedi accanto a un'Alfa Romeo 8C 2300 alla Mille Miglia del 1932.




A luci spente - Mille Miglia 1930


L'Alfa Romeo 1750, guidata da Tazio Nuvolari e Guidotti,
sulla linea di partenza della IV Coppa delle Mille Miglia a Brescia


Alla Mille Miglia del 1930 Giovan Battista Guidotti gareggiò in coppia con Tazio Nuvolari al volante di un’Alfa 1750 con compressore. Partirono senza affanni, prima di accorgersi che occorreva non lasciare margine agli avversari. Nuvolari cominciò a darci dentro tra Bologna e Firenze, concludendo la rimonta al controllo di Firenze: stesso tempo di Varzi. A un minuto e mezzo seguiva Campari. A gara ripresa, ad Ancona, tutto invariato: tempo identico a quello di Varzi. A Bologna, riscontro successivo, la condotta aggressiva di Nuvolari fu premiata: quattro minuti di vantaggio su Varzi, evidentemente in difficoltà con un mezzo meno performante del previsto. A quel punto, con un distacco attentamente da monitorare, Nuvolari, spossato, cedette il volante a Guidotti. L’idea era di procedere regolare, senza forzare il mezzo. Il rilevamento di Vicenza portò notizie confortanti, Varzi aveva recuperato solo un minuto e dieci secondi, lo si poteva tenere a bada, anche se quel satanasso non mollava mai.


Tornò al volante Nuvolari e riportò il margine a quattro minuti.
L’imprevisto successe a Primolano, ormai era notte, quando annotarono un concorrente che li precedeva. D’acchito fu giudicato un infiltrato, ma ben presto capirono che chi li precedeva era proprio Varzi. A Verona il distacco era minimo, e qui proprio Guidotti ebbe un colpo di genio. Sollecitò Nuvolari dicendogli “dai, spegniamo i fari”. L’altro annuì e Guidotti girò la manopola dei fari. Procedevano a centocinquanta all’ora, il buio era fitto, ci voleva un gran fegato visto che le strade le potevano solo intuire. Il trucco funzionò, Varzi credette di avere partita vinta, non vedeva profilarsi alcuna insidia e dopo pochi chilometri venne superato di slancio. Ebbe la percezione del vento dei rivali che lo affiancavano e lo superavano, non si oppose e diede strada, da gentiluomo del volante. Nuvolari vinse quell’edizine all’incredibile media di oltre cento chilometri orari.

Ci vollero tre anni a Varzi per restituire il saluto a Guidotti. Da Nuvolari se lo poteva aspettare, da un vecchio amico gli sembrò un torto insopportabile. Ma Varzi ammise che l’avrebbe fatto lui stesso, a parti invertite, se solo gli fosse venuto in mente.



Straniere e italiane, con le loro vittorie hanno segnato un’epoca dell’automobilismo

Secondo Enzo Ferrari era “La corsa più bella del mondo”, con i suoi circa 1.600 km di strada che da Brescia portavano a Roma, per poi ritornare nella Leonessa d’Italia. Una corsa nata nel 1927 e tenutasi fino al 1957 per poi risorgere nel 1977 come rievocazione storica e gara di regolarità, dedicata ad auto prodotte fino al 1957, richiamando appassionati da tutto il mondo. La Mille Miglia rimane infatti un appuntamento importantissimo nel panorama delle gare dedicate alle auto storiche, un museo viaggiante che riporta in vita gli anni in cui l’automobilismo era avventura.

La Mille Miglia è stata una competizione automobilistica stradale di granfondo disputata in Italia in 24 edizioni tra il 1927 e il 1957. Si trattava di una gara in linea a percorso circolare con partenza da Brescia e arrivo nella stessa città dopo che i concorrenti erano arrivati fino a Roma e avevano risalito la Penisola; il percorso era lungo circa 1 600 chilometri, equivalenti a circa mille miglia imperiali, da cui il nome della gara.

Dal 1977 la Mille Miglia rivive sotto forma di gara di regolarità per auto d'epoca. La partecipazione è limitata alle vetture, prodotte non oltre il 1957, che avevano partecipato (o risultavano iscritte) alla corsa originale. Il percorso Brescia-Roma andata e ritorno ricalca, pur nelle sue varianti, quello della gara originale mantenendo costante il punto di partenza/arrivo in viale Venezia all'altezza dei giardini del Rebuffone. L'edizione 2017, la numero novanta della storia, è quella con il record degli iscritti: 705.


 Primi anni

La corsa venne ideata come gara unica (non a tappe) e organizzata dal conte Aymo Maggi con l'aiuto di Renzo Castagneto, dotato di ottime capacità organizzative, in risposta alla mancata assegnazione a Brescia, loro città natale, del Gran Premio d'Italia; tutto ciò insieme con il conte Franco Mazzotti primo finanziatore e al decano dei giornalisti nel settore automobilistico Giovanni Canestrini.

Fu scelto un percorso a forma di "otto" da Brescia a Roma e ritorno, su una distanza di circa 1 600 km (corrispondenti a circa mille miglia, da cui il nome). Solo dopo la fine della prima Mille Miglia si decise, visto l'enorme successo, di ripetere la prova negli anni a venire.

Nelle successive edizioni il tracciato fu modificato per tredici volte. La prima edizione partì il 26 marzo 1927, con la partecipazione di settantasette equipaggi, due soli dei quali stranieri (al volante delle piccole Peugeot 5 hp spider). Ventidue vetture furono costrette al ritiro e cinquantacinque portarono a termine la corsa. I vincitori - Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi - a bordo di una OM, completarono il percorso in 21 ore, 4 minuti, 48 secondi e 1/5 alla media di 77,238 km/h.

Il 1938 fu segnato da un grave incidente a Bologna. Una Lancia Aprilia, infatti, uscì di strada e finì sulla folla uccidendo dieci spettatori, tra cui sette bambini. Altre ventitré persone restarono ferite. In seguito a tale sciagura il capo del governo, Benito Mussolini, decise di non concedere più l'autorizzazione per gare di corsa su strade pubbliche.

Nel 1940 si riuscì a organizzare una nuova gara, ufficialmente denominata Gran Premio di Brescia, che consisteva in una corsa a circuito triangolare che toccava le città di Brescia, Mantova e Cremona. Il circuito prevedeva nove giri in modo da raggiungere la lunghezza di circa 1000 miglia.

Tra il 1941 e il 1946 la corsa non si disputò a causa della partecipazione dell'Italia alla seconda guerra mondiale.

Dopo la guerra

La corsa riprese alle 14:00 del 21 giugno 1947 con la vittoria di Biondetti in coppia con Romano sulla Alfa Romeo 8C 2900B aspirato berlinetta Touring in 16 ore 16 minuti e 39 secondi. Ma il record assoluto se lo aggiudicò il famoso pilota inglese Stirling Moss che nel 1955 percorse i 1600 km in 10 ore e 8 minuti, al volante di una Mercedes-Benz 300 SLR numero 722. Si narra che il suo navigatore Denis Jenkinson compì una ricognizione del percorso, annotandone le caratteristiche su un rotolo di carta lungo quattro metri e mezzo che usò per dirigere Moss durante la gara.

Nel 1957 un fatale incidente avvenuto sulla Goitese nei pressi di Guidizzolo (ma nel territorio comunale di Cavriana), in provincia di Mantova, e causato dallo scoppio di uno pneumatico, costò la vita al pilota spagnolo Alfonso de Portago, al navigatore americano Edmund Gurner Nelson, e a nove spettatori, tra i quali erano cinque bambini. La corsa venne definitivamente soppressa. A seguito dell'incidente Enzo Ferrari, costruttore della vettura coinvolta nell'incidente, subì un processo che durò alcuni anni e dal quale uscì assolto.



LOUIS ARMSTRONG ~ When You`re Smilin`~



Ferrari Tribute to Mille Miglia 2013



Maranello, 2 maggio 2013 – Parte anche quest’anno dal 16 maggio il Ferrari Tribute to Mille Miglia, l’evento che permette ai possessori appassionati della Ferrari di partecipare alla rievocazione del più famoso gara stradale del mondo. Gli equipaggi a bordo di Ferrari costruite dopo il 1957 scenderanno dalla passerella di Viale Venezia a Brescia il 16 maggio aprendo l’edizione 2013 della storica corsa. I concorrenti precederanno la rievocazione della Mille Miglia, affrontando il tradizionale percorso fino a Roma e ritorno su alcuni delle strade più belle d’Italia, per tagliare il traguardo a Brescia nella notte di sabato 18.

Le Ferrari partecipanti provengono da oltre 20 Paesi con modelli divisi in due classifiche separate: quella per vetture costruite dal 1958 al 1984, dette appunto Classiche, e quelle costruite dal 1985 ai giorni nostri, un vero e proprio compendio della straordinaria produzione Ferrari di ogni epoca selezionato da una commissione presieduta dal Vice Presidente della Casa di Maranello, Piero Ferrari.

Il percorso del Ferrari Tribute to 1000 Miglia replica in tutto e per tutto quello della rievocazione, con il via a Brescia e tappe a Bologna, Autodromo di Imola, Roma, Firenze, pista di Fiorano per terminare di nuovo a Brescia.

Le vetture del Ferrari Tribute to 1000 Miglia precedono quelle storiche di qualche minuto offrendo uno spettacolo imperdibile per le decine di migliaia di appassionati che, come un tempo e come ogni anno, si assiepano sulle strade del percorso.


 Le 10 auto che hanno fatto la storia della Mille Miglia

OM 665 S spyder

Era il 1927 e da Brescia partiva la prima edizione della Mille Miglia. All'arrivo davanti a tutti ci fu la OM 665 S spyder dell'equipaggio formato da Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi, seguita da altre due "sorelle", così da occupare completamente il podio. Prodotta dalle Officine Meccaniche di Milano aveva un motore 6 cilindri di 2,2 litri che le permetteva di raggiungere i 150 km/h di velocità massima.



Alfa Romeo 6C 1750 SS Spyder Zagato

Capace di portarsi a casa le edizioni 1929 e 1930, rispettivamente con Giuseppe Campari e Tazio Nuvolari, la Alfa Romeo 6C 1750 SS Spyder Zagato era un'evoluzione della 1500, vittoriosa nel 1928. Il motore era un 1.750 con compressore volumetrico e potenza di 85 CV.



Mercedes-Benz SSKL Spyder

Nata sulla base della Typ S fu dedicata esclusivamente alla competizioni e, grazie a modifiche sul telaio, pesava circa 170 kg in meno rispetto alla versione stradale. Ne venne costruita appena un'unità, mossa da una versione modificata del motore originale, capace di raggiungere i 300 CV di potenza. Specifiche che le permisero, con Rudolph Caracciola al volante, di aggiudicarsi l'edizione 1931 della Mille Miglia.



Alfa Romeo 8C 2900A Spyder

Uno dei capolavori di Alfa Romeo, forse una delle auto più famose del mondo. Un modello capace di aggiudicarsi 2 edizioni consecutive della Mille Miglia (1936 e 1937) portando 3 vetture sul podio il primo anno e 2 (primo 2 secondo posto) l'anno successivo. La sigla stava a indicare il numero di cilindri mentre il numero indicava la cilindrata, aumentata di 600 cc rispetto alla versione originale lanciata nel 1931.



BMW 328 Coupé

Giunta tra le 25 finaliste del premio "Auto più significativa del XX secolo" la BMW 328 nacque come roadster per poi diventare anche una coupé. Fin da subito fece registrare risultati importanti in gara con il suo motore 1.9 da 136 CV e la capacità di raggiungere i 220 km/h di velocità massima. Attualmente è l'unica vettura che si è aggiudicata una vittoria sia nella Mille Miglia Classica (nel 1940) sia nella rievocazione storica. A lei è dedicata la concept 328 Hommage presentata nel 2011 a Villa d'Este.




Ferrari 166 MM Spyder Touring

Un'auto che richiama la Mille Miglia già nel nome: la MM di Ferrari 166 MM Spider Touring infatti richiama la "corsa più bella del mondo", come la chiamava il Drake. Vinse l'edizione 1949 della Mille Miglia, bissando il successo dell'anno prima della "sorella" 166 S Coupé Allemano.




Lancia D24 Carrera Spyder Pininfarina

Bella e vincente, tanto da essere ancora oggi considerata come una delle più belle auto da corsa della storia, nacque per sostituire la sfortunata D20. Il motore era un V6 di 3,3 litri da 245 CV. Con Alberto Ascari si aggiudicò l'edizione 1954 della Mille Miglia. Il suo palmares comprende anche l'edizione 1953 della Carrera Panamericana, con il modello guidato da Juan Manuel Fangio.





Ferrari 340 America coupé Vignale

Nel 2017 è stata venduta all'asta per 5,2 milioni di euro, cifra non "monstre" ma comunque al di fuori delle possibilità di molti appassionati. Giusta però per un'auto prodotta in appena 3 esemplari e derivata dalla monoposto di Formula 1. La carrozzeria prese forma grazie alla matita di Giovanni Michelotti (allora collaboratore di Vignale) e il motore aveva 280 CV. Vinse l'edizione del 1951 della Mille Miglia con Gigi Villoresi.




Mercedes-Benz 300 SLR Spyder

Vincitrice dell'edizione del 1955 con Stirling Mossa al volante, la Mercedes-Benz 300 SLR Spyder derivava in parte dalla monoposto di Formula 1 e non aveva nulla in comune con la 300 SL "Ali di gabbiano". Il motore era un 2.9 8 cilindri che le permetteva di raggiungere i 300 km/h, grazie anche al peso inferiore ai 1.000 kg. Purtroppo l'auto è passata alla storia anche per il terribile incidente della 24 Ore di Le Mans, sempre nel 1955, quando una 300 SLR perse il controllo e finì tra il pubblico causando 83 morti.




Ferrari 315 S Spyder Scaglietti

Un'auto passata alla storia non solo per il suo design, nato dalla matita di Sergio Scaglietti, o per il suo motore V12. La Ferrari 315 S Spyder Scaglietti è infatti nota per 2 motivi in netto contrasto tra di loro: fu infatti l'ultima vettura ad aggiudicarsi la Mille Miglia (1957) con Piero Taruffi al volante e fu anche il motivo per cui la corsa non si tenne più. Ma proprio per "colpa" sua la corsa più bella del mondo non si tenne più: a pochi chilometri dal traguardo infatti la 312 Spyder guidata da Alfonso de Portago bucò una gomma e finì in mezzo al pubblico mentre passava per il paese di Guidizzolo, causando la morte di pilota, copilota e 9 spettatori.




Prima Mille Miglia (1927):
La Lancia Lambda dei fratelli Battaglini, attraversa il Po sul ponte di barche a Casalmaggiore.





Revival Mille Miglia

















 
 BMW 328 del 1937 categoria Sport

 BMW 328 Kamm Coupé





 
 Roma mattina - BMW 328 Touring Roadster 1937 

 Roma mattina -  BMW 328 Roadster 1937 - 1939








Brescia,1947. La seconda guerra mondiale si è appena conclusa e subito riparte la Mille Miglia. Canestrini e Castagneto con bandiera, danno il via alla gara da loro fondata.
Sono a bordo di una Fiat 6C 1500 carrozzeria speciale.






San Quirico d’Orcia - (SI)



1927
Ferninando Minoia

La Mille Miglia disputata tra il 26 e il 27 marzo 1927 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno venne vinta da Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi che coprirono l'intera distanza di 1628 km su una OM 665 "Superba" S Torpedo Sport ufficiale in 21 ore 4 minuti e 48 secondi alla velocità media di 77,238 chilometri orari seguiti da due vetture gemelle affidate a T. Danieli - Balestrero e M. Danieli - Rosa.











 Gilco Mariani modello Fiat 1100 Sport del 1948


La Mille Miglia 1929 è stata una corsa automobilistica di velocità su strada.


 
 Macchina d'epoca BMW 328 del 1937

BMW 328 con motore da 1957 CC del 1937










 
Hearly Westland del 1947 
Ferrari 500 TRC del 1957 categoria sport 






1928
Giuseppe Campari



Giuseppe
Campari (vincitore dell'edizione 1928 a bordo della Alfa Romeo 6C 1500 SS
e di quella del 1929 a bordo della Alfa Romeo 6C 1750 SS).

 La Mille Miglia disputata tra il 13 e il 14 aprile 1929 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno venne vinta da Giuseppe Campari e Giulio Ramponi che coprirono l'intera distanza di 1621 km su un'Alfa Romeo 6C 1750 SS Spider Zagato ufficiale in 18 ore 4 minuti e 25 secondi alla velocità media di 89,688 chilometri orari.



1929
Giuseppe Campari



La Mille Miglia 1929 è stata una corsa automobilistica di velocità su strada.

Disputata tra il 13 e il 14 aprile 1929 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno venne vinta
 da Giuseppe Campari e Giulio Ramponi che coprirono l'intera distanza di 1621 km
su un'Alfa Romeo 6C 1750 SS Spider Zagato ufficiale in 18 ore 4 minuti e 25 secondi
alla velocità media di 89,688 chilometri orari.


                              1930                          
Tazio Nuvolari




Tazio Nuvolari insieme a Giovanni Battista Guidotti dopo la vittoria nella Mille Miglia del 1930.

La Mille Miglia 1930 è stata una corsa automobilistica di velocità su strada.

Disputata tra il 12 e il 13 aprile 1930 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno venne vinta da Tazio Nuvolari e Giovanni Battista Guidotti che coprirono l'intera distanza di 1639 km su un'Alfa Romeo 6C 1750 GS Testa Fissa Spider Zagato ufficiale in 16 ore 18 minuti e 59 secondi alla velocità media di 100,450 chilometri orari. Questa fu la prima volta che la media superò la barriera dei 100 Km/h.








 
1934 Fiat 508 CS Coppa d'Oro "Balilla Sport"

Alfa Romeo 6C 2300B Gran Turismo del 1937






Aston Martin International Le Mans 









 
Passaggio da San Quirico d'Orcia a Bagno Vignoni

 Mercedes-Bens 710 SS del 1930







1931
Rudolf Caracciola


 La Mille Miglia disputata tra l'11 e il 12 aprile 1931 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno venne vinta da Rudolf Caracciola e Wilhelm Sebastian che coprirono l'intera distanza di 1639,7 km su una Mercedes-Benz SSKL in 16 ore 10 minuti 10 secondi alla velocità media di 101,147 chilometri orari.[1] Questa fu la prima edizione della classica bresciana vinta da un equipaggio straniero su una macchina straniera.














CisItalia 202 SC Berlinetta Pinin Farina del 1948









 
 Fiat 1100 S 1948 Sport
Alfa Romeo 6C 2500 SS 1940 turismo 





1932
Mario Umberto Baconin Borzacchini


La Mille Miglia disputata  tra il 9 e il 10 aprile 1932 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno venne vinta da Mario Umberto Baconin Borzacchini e Amedeo Bignami che coprirono l'intera distanza di 1639,7 km su un'Alfa Romeo 8C 2300 Spider Touring ufficiale in 14 ore 55 minuti 19 secondi alla velocità media di 109,884 chilometri orari.
Fonte: Wikipedia









 
 Mercedes-Benz SSK 1929

 Morettini Fiat 508 S 1936










 
Lagonda M 4.5 Rapide 1934


 Bugatti Type 43 del 1928














                                 1933                          
Tazio Nuvolari

Tazio Nuvolari (vincitore dell'edizione del 1930 a bordo della Alfa Romeo 6C 1750 GS
e di quella del 1933
 a bordo della Alfa Romeo 8C 2300 SPIDER.

 La Mille Miglia disputata tra l'8 e il 9 aprile 1933 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno venne vinta da Tazio Nuvolari e Decimo Compagnoni che coprirono l'intera distanza di 1 650 km su un'Alfa Romeo 8C 2300 Spider Zagato della Scuderia Ferrari in 15 ore 11 minuti e 50 secondi alla velocità media di 108,572 chilometri orari.






 
Bugatti Type 37 con motore da 1496CC del 1927
 Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport 1930 










 
 Auto d´epoca Porsche 550-1500 RS del 1955  Hearly N series del 1951 














1934
Achille Varzi

La Mille Miglia disputata tra l'8 e il 9 aprile 1934 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno venne vinta da Achille Varzi e Amedeo Bignami che coprirono l'intera distanza di 1615 km su un'Alfa Romeo 8C 2300 Monza 2.6 Spider Brianza biposto della Scuderia Ferrari in 14 ore 8 minuti e 5 secondi alla velocità media di 114,307 chilometri orari.



 
 Astom Martin DB3 1952


 Arnolt Bristol Bolide roadster con motore da 1978 CC del 1954






















 
 Porsche 550-1500 RS del 1954  Mercedes-Benz 300 SL W198-I







Auto incidentata Mille Miglia






1935
Carlo Maria Pintacuda


Carlo Maria Pintacuda (vincitore dell'edizione  1935 e di quella del 1937)

 La Mille Miglia disputata tra il 14 e il 15 aprile 1935 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno venne vinta da  e Alessandro Della Stufa che coprirono l'intera distanza di 1615 km su un'Alfa Romeo Tipo B P3 biposto della Scuderia Ferrari in 14 ore 4 minuti e 47 secondi alla velocità media di 114,753 chilometri orari.

















 
 Mercedes-Benz 300 SL W198-I del 1955  Interni red per la Mercedes 300 SL W198-I  del 1955










1936
Antonio Brivio

 La Mille Miglia disputata il 5 aprile 1936 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno, per un totale di 1597 chilometri, venne vinta da Antonio Brivio e Carlo Ongaro su Alfa Romeo 8C 2900A della Scuderia Ferrari, che coprirono l'intera distanza in 13 ore 7 minuti e 51 secondi alla velocità media di 121,622 chilometri orari.

1937
Carlo Maria Pintacuda



L'Alfa Romeo 8C 2900 A spider "botticella" dei vincitori Carlo Maria Pintacuda
 e Paride Mambelli sotto la pioggia

La Mille Miglia 1937 è stata una corsa automobilistica di velocità su strada.

Disputata il 4 aprile 1937 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno, per un totale di 1640 chilometri, venne vinta da Carlo Maria Pintacuda e Paride Mambelli su Alfa Romeo 8C 2900A della Scuderia Ferrari, che coprirono l'intera distanza in 14 ore 17 minuti e 32 secondi alla velocità media di 114,747 chilometri orari.

1938
Clemente Biondetti


Le quattro Alfa Romeo 8C 2900 B MM Spider Touring preparate dall'Alfa Corse per la Mille Miglia 1938. Da sinistra a destra:
 142 Pintacuda - Mambelli; 148 Siena - Villoresi; 141 Farina - Meazza; 143 Biondetti - Stefani

La Mille Miglia 1938 è stata una corsa automobilistica di velocità su strada.

Disputata tra il e il 4 aprile 1938 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno, per un totale di 1621,270 chilometri, venne vinta da Clemente Biondetti e Aldo Stefani su Alfa Romeo 8C 2900 B spider Touring dell'Alfa Corse, che coprirono l'intera distanza in 11 ore 58 minuti e 29 secondi stabilendo una
 nuova velocità media record di 135,391 chilometri orari.



















 
 Arnolt Bristol Bolide 1954  Mercedes-Benz 300 SL W198-I








Dopo la pausa del 1939, nel 1940, a guerra iniziata, si riuscì a organizzare una nuova gara, 
chiamata ufficialmente Gran Premio di Brescia delle 1000 Miglia, che consisteva in nove giri 
di un circuito chiuso triangolare che toccava le città di Brescia, Cremona e Mantova
in modo da raggiungere la lunghezza di circa 1000 Miglia.

Tra il 1941 e il 1946 non fu possibile organizzare la corsa a causa della seconda guerra mondiale.


1940
Fritz Huschke von Hanstein

La Mille Miglia disputata il 28 aprile 1940 su un percorso stradale tra Brescia, Cremona e Mantova da ripetere nove volte, per un totale di 1486 chilometri, venne vinta da Fritz Huschke von Hanstein e Walter Baumer su BMW 328 che coprirono l'intera distanza in 8 ore 54 minuti 46 secondi 6 centesimi alla velocità media di 166,723 chilometri orari.























1947
Clemente Biondetti




L'Alfa Romeo 8C 2900 B Lungo Berlinetta Touring del 1938 guidata da Clemente Biondetti ed Emilio Romano vincitrice della Mille Miglia 1947
Al termine della seconda guerra mondiale Biondetti si recò a Brescia in treno e durante la punzonatura incontrò Emilio Romano, che aveva iscritto una 8C 2900 B corto berlinetta Touring privata dei compressori ed era in cerca di un pilota. Fecero l'accordo, partirono e vinsero, dopo un lungo duello con la Cisitalia 202 Spider MM di Tazio Nuvolari che guidò la gara fino a che un acquazzone non li costrinse a rallentare; proprio dove Biondetti su una vettura chiusa continuava senza sosta.

1948

Clemente Biondetti



Ferrari 166  Biondetti  - Navone

. La manifestazione vide la vittoria di Clemente Biondetti e Giuseppe Navone su Ferrari, seguiti da Alberto e Lia Comirato su Fiat-Comirato e da Angelo e Francesco Apruzzi su Fiat 1100.

1949

Clemente Biondetti


Biondetti /Salani  - Ferrari 166 MM

La Mille Miglia 1949 è stata una corsa automobilistica di velocità su strada, 16ª edizione della storica competizione.
Fu disputata tra il 24 e il 25 aprile 1949 su un percorso stradale da Brescia a Roma e ritorno,
per un totale di 1602 chilometri.







 
 Mercedes-Benz 300 SL W198-I  BMW 328 Frazer Nash 1938 categoria Sport


















1950
Giannino Marzotto


Giannino era esponente dei Marzotto, nota famiglia di imprenditori del settore tessile. Figlio del conte Gaetano "iunior", iniziò a correre nel 1948; amico di Enzo Ferrari, aveva una passione profonda per le auto.
Riuscì a vincere due Mille Miglia, l'edizione del 1950 e del 1953, e ad arrivare 5º assoluto nel circuito francese di Le Mans alla classica 24 ore. Ha anche partecipato due volte nella Coppa d'Oro delle Dolomiti, finendo primo nel 1950 e secondo nel 1952.
Si fece costruire una Ferrari particolarissima, la 212 Export "Uovo", progettata per la Mille Miglia: aveva una carrozzeria molto tondeggiante, con la griglia del radiatore praticamente tonda.
È deceduto il 14 luglio 2012 all'età di 84 anni; riposa nella tomba di famiglia nel cimitero di Valdagno.
















 
 Jaguar XK 120 OTS SE Gran Turismo del 1954 Arnolt Bristol Bolide roadster 1954














1951
Luigi Villoresi


1951 • Un’uscita di strada con danni alla carrozzeria e il cambio bloccato in quarta marcia non tolgono a Luigi Villoresi la soddisfazione della vittoria al volante di una Ferrari 340 America. La Mille Miglia, dal 1951, assegna i numeri in base all’orario di partenza. Sul secondo gradino, sale Giovanni Bracco, che ha guidato una nuo-vissima Lancia Aurelia GT iscritta nella catego-ria Gran Turismo. Partiti: 325. Classificati: 175.

















 
 Mercedes 300 SL W198-I ali di gabbiano del 1955  Ferrari 225 S Export 1951






1952
Giovanni Bracco


1952 - Giovanni Bracco a cavallo della seconda guerra mondiale corse su una Lancia Aprilia. Vinse il Gran Premio d'Italia del 1948 (classe 2 litri di cilindrata) su una Maserati GCS prima di correre per la Ferrari (1950-1952), vincendo la Mille Miglia su una Ferrari 250 S. Ha anche partecipato due volte nella Coppa d'Oro delle Dolomiti, finendo primo nel 1948 e secondo nel 1950. Con il suo pupillo più giovane, Umberto Maglioli, arrivò secondo alla Mille Miglia del 1951 guidando una Lancia Aurelia B20. Nel 1955 corse su una Maserati 200S.

1953
Giannino Marzotto




XX edizione della Mille Miglia disputatasi tra il 25 e il 26 aprile 1953 sul percorso Brescia-Roma. La manifestazione vide la vittoria dell'equipaggio italiano costituito da Gianni Marzotto e Marco Crosara su Ferrari, seguito da Juan Manuel Fangio e Giulio Sala su Alfa Romeo e da Felica Bonetto con Peruzzi su Lancia.












 









1954
Alberto Ascari
Alberto Ascari (Milano, 13 luglio 1918 – Monza, 26 maggio 1955) è stato un pilota automobilistico e pilota motociclistico italiano, vincitore del titolo di campione del mondo di Formula 1 nel 1952 e nel 1953.

Pilota completo, aveva uno stile di guida preciso e rispettoso del mezzo meccanico; era inoltre solito imporre un elevatissimo ritmo gara nelle prime fasi della corsa ed in seguito gestire il vantaggio che aveva accumulato] Seppe distinguersi anche con vetture a ruote coperte. I suoi migliori risultati furono un secondo posto alla Carrera Panamericana del 1951, la vittoria al Rallye del Sestriere sempre nello stesso anno, il successo alla 1000 km del Nürburgring nel 1953 ed infine la vittoria su Lancia D24 alla Mille Miglia del 1954. Prese parte anche alla 24 Ore di Le Mans del 1952 e 1953 guidando una Ferrari e realizzando in entrambe le occasioni il giro più veloce in gara.






 
 Jaguar C-Type del 1956  Jaguar C-Type del 1953 Sport


















1955
Stirling Moss

Il 1 maggio del 1955, alla fine della massacrante maratona Stirling Moss in coppia con il giornalista inglese Denis Jenkinson arriva da trionfatore a Brescia in sole 10 ore, 07 secondi e 48 centesimi. La sua media è di 157,65 Km/ora, il record della gara mai più battuto nelle edizioni successive.
















 

 
 Jaguar XK 120 FHC del 1952 Gran Turismo  Jaguar XK 120 OTS del 1950







1956
Eugenio Castellotti

Eugenio Castellotti (Lodi, 10 ottobre 1930 – Modena, 14 marzo 1957) è stato un pilota automobilistico italiano.

Nella sua carriera si distinse particolarmente nelle gare di durata, ottenendo la vittoria nel 1956 sia alla Mille Miglia che alla 12 Ore di Sebring (nel secondo caso in coppia con Juan Manuel Fangio). Prese parte anche ad alcuni campionati di Formula 1, correndo per Lancia e Ferrari, in cui giunse per due volte al secondo posto in gara e conquistò una pole position























 
 Aston Martin DB2 del 1951  Ferrari 212 Export del 1951





1957
Piero Taruffi

Eccellente pilota, recordman, collaudatore e progettista, il suo palmarès è talmente vasto da poter essere confrontato solamente con quello dei più grandi piloti di tutti i tempi. Taruffi si aggiudicò moltissime e prestigiose gare di automobilismo e motociclismo sportivo. Oltre ad aver conquistato diversi record mondiali di velocità, ha progettato importanti innovazioni tecniche e contribuito allo sviluppo di svariati prototipi, tra i quali la celeberrima Rondine, considerata la prima motocicletta dell'era moderna.
Pur ritenendosi maggiormente portato verso le corse in moto, Taruffi è riuscito a conquistare la vittoria nelle tre più importanti gare mondiali automobilistiche su tracciato stradale: la Targa Florio nel 1952, la Carrera Panamericana nel 1951 e la Mille Miglia nel 1957. Fu secondo nella Coppa d'Oro delle Dolomiti del 1953. Con la Mille Miglia a cinquant'anni si ritirò dalle corse.
Nella Carrera Panamericana del 1951 la stampa messicana gli affibbiò il soprannome di El zorro plateado (La volpe argentata), per la precoce canizie e per lo stile di guida mai irruente e sempre teso a sfruttare ogni potenzialità del mezzo meccanico.

Nell'ottobre del 2006 è stato dedicato a Taruffi l'Autodromo di Vallelunga, da lui progettato nel 1950.



















 
 Fiat 520 del 1928  Triumph TR3 sports 20 del 1957










Francesco Giardini si una sua Maserati A6GCS verso il  4°  posto alla Mille Miglia del 1955.
Francesco è stato un appuntamento fisso della Mille Miglia, gareggiando in questa corsa ogni anno dal 1948 al 1956.


MILLE MIGLIA - Brescia - 11/12 Maggio 1957


LOUIS ARMSTRONG ~ When You`re Smilin`~ Piero Taruffi si appresta a partire da Brescia per la XXIV Mille Miglia, che lo vide vincitore in quella sfortunata edizione conclusasi con la morte di Alfonso De Portago e del copilota Ed Nelson.
L'Ingegnere come veniva chiamato nel mondo delle corse, era un ottimo stradista ed abile collaudatore. Si racconta che un giorno provando una vettura sport a 300 km/h, si accorse che un cuscinetto della ruota anteriore "fischiava".

 Dopo la vittoria alla Mille Miglia, come promesso alla moglie e a Ferrari, Taruffi si ritirò dal mondo delle corse lasciando un segno indelebile di un gentleman di altri tempi.
Qui lo vediamo alla partenza con la sua vettura da gara, una Ferrari 315 S, mentre attende il finale del conto alla rovescia prima del via.
De Portago è partito da 4 minuti verso la sua ultima "cavalcata".



Nobile, appassionato di cavalli, terzo ai Mondiali di bob e primo pilota spagnolo a salire sul podio in F1:
 Alfonso de Portago è stato tutto questo ma è destinato ad essere ricordato solo per la sua morte
 (che portò alla cancellazione della Mille Miglia)

Nel pomeriggio del 12 maggio 1957, durante le fasi conclusive della XXIV Mille Miglia, la Ferrari 335 S n.531 condotta dal pilota spagnolo Alfonso de Portago e dal copilota statunitense Edmund Gurner Nelson percorreva il lungo rettilineo tra Cerlongo e Guidizzolo, sulla strada napoleonica Mantova-Brescia. Si trattava dell'ultima porzione di gara che portava al traguardo di Brescia: le autovetture concorrenti raggiungevano in quel punto velocità anche superiori a 250 km/h.

In vista dell'abitato di Guidizzolo, in località Corte Colomba (territorio comunale di Cavriana), l'improvviso scoppio di uno pneumatico fece sbandare la vettura di de Portago che, finita nel fossato a destra, ne fuoriuscì saltando l'intera carreggiata e schiantandosi sul ciglio sinistro ove erano assiepati molti spettatori. L'incidente provocò la morte degli occupanti la vettura e di nove spettatori, tra cui cinque bambini, oltre a numerosi feriti. Sul luogo della strage fu successivamente eretto un monumento commemorativo sulla SS236.

Monumento ai Caduti della Mille Miglia situato nel punto in cui avvenne l'incidente




LOUIS ARMSTRONG ~ When You`re Smilin`~

C'era una volta la Mille Miglia


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